Subito rinviato il processo al “lanciatore di scarpe”
By admin | febbraio 19, 2009
Si è aperto stamattina a Baghdad il processo a carico di Munthazer al-Zaidi, il 30enne giornalista televisivo iracheno divenuto un eroe in patria e in tutto il mondo arabo (e non solo), per aver tirato il 14 dicembre scorso entrambe le scarpe contro l’ex presidente americano George W. Bush, in missione di commiato nel Paese arabo.
Il dibattimento davanti alla Corte penale centrale d’Iraq, è stato però sospeso dopo circa 2 ore ed aggiornato al 12 marzo prossimo. A quanto pare, dal 14 dicembre scorso, i giudici non hanno avuto il tempo (o nessuno a dato loro risposte?) di accertare se quella dell’ex presidente Bush fosse una visita ufficiale oppure no. Nel frattempo Zaidi, in attesa di giudizio, per oltre due mesi è sempre rimasto in carcere e, se riconosciuto colpevole di “aggressione a capo di Stato”, rischia una condanna fino a 15 anni di reclusione. Il modello di democrazia esportato in Iraq direttamente dagli Usa è assolutamente straordinario.
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Il futuro quantomai incerto del PD tra le macerie del dopo Veltroni.
By admin | febbraio 19, 2009
di Massimo Bordin (*)
Lo aspettavano al varco delle elezioni europee, ma ha giocato d’anticipo. Esattamente come otto anni fa Walter Veltroni si è dimesso da segretario lasciando il partito nei guai. Forse è utile ricordare quel precedente. Era il 2001 e il centro sinistra aveva perso le elezioni politiche. Cominciava una legislatura interamente berlusconiana, dopo un quinquennio in cui si erano succeduti tre governi di centro sinistra e D’Alema, sfrattato da Prodi da Palazzo Chigi, aveva lasciato la segreteria dei DS a Veltroni che alle elezioni affondò il partito di nuovo intorno al 16 per cento, la soglia minima toccata nel 1992. Dopo quel risultato Veltroni trasmigrò in Campidoglio e si aprì una complicata fase che portò Fassino alla segreteria sull’onda di un tormentato dibattito interno.
Il punto su cui i DS si arrovellavano era se gli convenisse costruire un partito di impronta schiettamente socialdemocratica oppure un partito unico con la Margherita di Rutelli e Marini. Dopo otto anni la situazione è inchiodata allo stesso dilemma. Allora si scelse la strada del partito unico, Veltroni ne fu entusiasta, D’Alema un po’ meno. Giunti alle fatidiche primarie fu il sindaco di Roma ad essere nominato, prima che eletto, leader del nuovo partito. Al povero Fassino, che nel frattempo, bene o male, aveva portato il partito a percentuali più decenti oltre che alla vittoria prima alle regionali e poi alle politiche, fu chiesto di farsi da parte. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. In due anni il centro sinistra è tornato alla situazione in cui Veltroni aveva lasciato i DS nel 2001. L’ex sindaco di Roma – altra città dove il centro sinistra ha sonoramente perso – sarà sfortunato, ma non può essere considerato incolpevole. Non è solo questione di voti e di elezioni perse. Sotto la sua segreteria il PD non è riuscito a svolgere in modo incisivo nemmeno il ruolo di opposizione, lasciando ampi spazi al partito di Di Pietro e alla sua spregiudicata demagogia. Sul fronte del dibattito interno le cose non sono andate certo meglio.
Veltroni ieri ha reso ufficiali le sue dimissioni con una conferenza stampa di tipo berlusconiano, un monologo in cui non erano ammesse domande. Ha detto che nel partito ci vuole più solidarietà, ed è senza dubbio giusto. Ma se ognuno va per conto suo, preoccupato principalmente di ostacolare i suoi compagni di partito, in genere ciò vuol dire che la leadership manca della necessaria autorevolezza. Oppure che lo “straordinario” risultato del partito unico tanto straordinario non è stato, i “diversi riformismi” non si sono amalgamati, nemmeno il già ridotto obiettivo di mettere insieme ex comunisti ed ex democristiani di sinistra è riuscito. Lo scenario di una nuova divisione, per poi tornare ad allearsi, prende sempre più forma. L’ipotesi pare percorribile da un lato a D’Alema, dall’altro a Rutelli. Rientra in gioco anche l’estrema sinistra che Veltroni aveva lasciato fuori dal Parlamento. Tutto ciò potrà essere più chiaro quando qualcuno riuscirà a rimuovere le macerie che ancora una volta Veltroni ha lasciato a suggello della sua segreteria.
(*) direttore di Radio Radicale, articolo apparso su “DNews”.
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L’america potrà vedere le bare dei propri caduti
By admin | febbraio 18, 2009
Il popolo invisibile di coloro che muoiono due volte, così li ha definiti La Repubblica. I caduti statunitensi che tornano a casa di nascosto, lontani dagli occhi. Dal 1991, per ordine di Bush padre, il rimpatrio delle salme dei soldati uccisi in guerra non deve essere visto dal pubblico, per non “fiaccare il morale” di una nazione che pasce con il mito del primato e della vittoria. Se davvero il presidente Obama toglierà la benda dagli occhi degli americani, come pare che abbia in progetto di fare nei prossimi giorni, finalmente metterà il Paese intero di fronte alla verità e al prezzo reale delle guerre. Forse più di un americano avrà gli strumenti per rielaborare il proprio senso di patriottismo.
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Incendio stamattina al Cie di Lampedusa
By admin | febbraio 18, 2009
Per fortuna è stato domato l’incendio alla palazzina centrale del Centro di identificazione ed espulsione dell’isola. Le fiamme erano state appiccate nel corso di tafferugli scoppiati tra polizia e migranti. La palazzina ha subito gravi danni; alcuni poliziotti e immigrati sono finiti in ospedale per ferite varie e il Vicinale, vista l’inagibilità di parte del Centro, ha deciso di iniziare subito le procedure di rimpatrio forzato. La stampa italiana, dal canto suo, si cala come noto nella notizia e ci ragguaglia sui particolari davvero significativi.
Anche il marito, vigile del fuoco, della senatrice leghista Angela Maraventano, la “pasionaria” di Lampedusa, ha partecipato oggi alle operazioni di spegnimento dell’incendio appiccato poco dopo le dodici al Centro di identificazione e di espulsione dagli immigrati clandestini.
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Persona non gradita
By admin | febbraio 18, 2009
Pare strano ma il gran ritorno di Clemente Mastella, già segretario Udeur ed ex ministro della giustizia, sulla ribalta politica nazionale crea qualche imbarazzo.
Sul sito web di Forza Italia c’è una rubrichetta chiamata “Spazio Azzurro” dove si lascia che militanti e simpatizzanti esprimano i loro deferenti pareri. Ebbene, da qualche giorno una vera e propria ribellione si sta sviluppando proprio in quello spazio a causa dell’annunciata candidatura del reuccio di Ceppaloni alle prossime europee, nelle file del PdL. L’accusa più elegante e’ “voltagabbana”.
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Facebook: 175 milioni di utenti
By admin | febbraio 17, 2009
Nato in un dormitorio di Harvard nel 2004 per tenere in contatto gli ex compagni di scuola, il social network è diventato ora la sesta nazione al mondo per numero di “cittadini”, con 175 milioni di iscritti.
Mediamente ogni utente ha circa 120 “amici” e nel mondo si trascorrono globalmente 3 miliardi di minuti ogni giorno a scriversi in bacheca, creare gruppi e caricare fino a 855 milioni di foto e video.
15 milioni di persone aggiornano il proprio status almeno una volta al giorno.
Purtroppo sono milioni gli iscritti che alla domanda “Cosa fai in questo momento?” rispondono: “Sono su facebook!”.
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Valutazioni A Freddo
By admin | febbraio 14, 2009

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